....credo che sia il primo 33 new prog italiano veramente, totalmente originale. Oh, vero è che una certa guida spirituale da parte del Banco prima maniera la si può anche trovare, ma più che altro è un’impressione, forse dovuta alla splendida voce di Paolo Marcheselli (drammatica e carica come quella del Di Giacomo) e ad un simile gusto per la melodia. Nell’LP il romanticismo anni’70 viene però purgato, scremato, ridotto all’essenziale con arrangiamenti perfetti, sobri ed attenti ad eliminare ogni possibile pomposità. Si passa allora da un pop rock elegante e raffinato ad un prog veramente innovativo quando su questa base vengono inserite sperimentazione e contaminazioni: accurati lavori di ritmica e percussione, schizzi reminiscenti la musica tradizionale celtica, atmosfere e colori mutuati dalla fisarmonica di Astor Piazzolla, minuti di ricerca dell’impressione, della sensazione minima....veramente grande, veramente nuovo. Se con le più brevi”Pubblicità” “Folla di passaggio” ed il capolavoro “Il sogno di Scindigher” si fanno finalmente quattro passi nelle sconcertanti lande della genialità. Si prova piacere a vedere come si riesca ancora a fare qualcosa di nuovo, riutilizzando in parte vecchi linguaggi ed inserendo con parsimonia la propria creatività: Come dire: finalmente qualcosa di “progressivo”, di sperimentale, di avanguardistico che però sa lasciarsi ascoltare, che non è la scorticante espressione di una mente forzatamente contorta. Il flauto e la chitarra che si intersecano con cortesia, le tastiere che ricamano melodie dal sapore indefinibile, la ritmica che punteggia con parsimonia, sembra che si suoni nel salotto di casa, piuttosto che su un palco o in studio: rilassati, concentrati, attenti a dare solo il meglio. Magnifico.
Sandro Pallavicini
( su “Metal Shock” n. 55/56 Novembre 1989)

