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    <title>Il (non) blog </title>
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    <description>Se un blog fosse riversare fiumi di parole, annoiate e vuote, così simili alle ore che passano davanti ad un monitor, perdendosi così pezzi di vita reale per un non meglio precisato virtuale, allora sarebbe cosa da rifiutare e detestare. Ma se invece fosse altro... se fosse un ponte tra tutte le forme di comunicazione che già abbiamo, e in abbondanza, nella vita, allora potrebbe essere anche interessante... </description>
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    <itunes:summary>Se un blog fosse riversare fiumi di parole, annoiate e vuote, così simili alle ore che passano davanti ad un monitor, perdendosi così pezzi di vita reale per un non meglio precisato virtuale, allora sarebbe cosa da rifiutare e detestare. Ma se invece fosse altro... se fosse un ponte tra tutte le forme di comunicazione che già abbiamo, e in abbondanza, nella vita, allora potrebbe essere anche interessante... </itunes:summary>
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      <title>L’urgenza di un cambiamento</title>
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      <pubDate>Sat, 20 Jun 2009 18:10:15 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://web.me.com/polverelliemanuele/il_mio_%28non%29_blog/Blog/Voci/2009/6/20_L%E2%80%99urgenza_di_un_cambiamento_files/Udc%20coerente006.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://web.me.com/polverelliemanuele/il_mio_%28non%29_blog/Blog/Media/Udc%20coerente006.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:177px; height:119px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Ci sono momenti in cui non è possibile sottrarsi a vicende che urgono risposte. Le prossime elezioni provinciali sono una di queste occasioni. Il sostegno a Lombardi è un passaggio necessario per completare quella rivoluzione che è in corso in Romagna, dove un blocco di potere pluridecennale sta barcollando.&lt;br/&gt;Ho proposto su La Voce una riflessione, per comprendere l’urgenza in gioco e gli errori che si nascondono in posizioni di conservazione. In particolare sotto la lente, ancora una volta, la posizione dei cattolici, talora sconcertante. Non così quella dell’Udc bellariese (nell’immagine), che si pone in controtendenza rispetto alla incomprensibile scelta dell’Udc provinciale.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href=&quot;Voci/2009/6/20_L%25E2%2580%2599urgenza_di_un_cambiamento_files/Udc-lombardi.pdf&quot;&gt;Udc-lombardi.pdf&lt;/a&gt;</description>
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      <title>La Sinistra alla frutta</title>
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      <pubDate>Fri, 12 Jun 2009 17:52:46 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://web.me.com/polverelliemanuele/il_mio_%28non%29_blog/Blog/Voci/2009/6/12_La_Sinistra_alla_frutta_files/sinistramorta4_1.pdf&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://web.me.com/polverelliemanuele/il_mio_%28non%29_blog/Blog/Media/sinistramorta4.png&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:176px; height:352px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;VI propongo un mio articolo scritto per Le Ragioni dell’Occidente del mese scorso.&lt;br/&gt;Dopo la debachle elettorale è quanto mai attuale. Dovrebbe essere letto attentamente proprio da parte della sinistra, per una sana riflessione che riconosca gli errori del passato (che prima erano occultati da successi elettorali ed egemonia culturale) così da evitarli nel futuro.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href=&quot;Voci/2009/6/12_La_Sinistra_alla_frutta_files/sinistramorta4.pdf&quot;&gt;sinistramorta.pdf&lt;/a&gt;</description>
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      <itunes:summary>VI propongo un mio articolo scritto per Le Ragioni dell’Occidente del mese scorso.&#13;Dopo la debachle elettorale è quanto mai attuale. Dovrebbe essere letto attentamente proprio da parte della sinistra, per una sana riflessione che riconosca gli errori del passato (che prima erano occultati da successi elettorali ed egemonia culturale) così da evitarli nel futuro.&#13;&#13;sinistramorta.pdf</itunes:summary>
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      <title>A proposito di Katyn, della Polonia, dei totalitarismi...</title>
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      <pubDate>Thu, 23 Apr 2009 20:06:54 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://web.me.com/polverelliemanuele/il_mio_%28non%29_blog/Blog/Voci/2009/4/23_A_proposito_di_Katyn,_della_Polonia,_dei_totalitarismi..._files/katyn.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://web.me.com/polverelliemanuele/il_mio_%28non%29_blog/Blog/Media/katyn.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:176px; height:249px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Ho trovato nell’archivio del Corsera, questa interessante risposta di Mieli ad una altrettanto interessante lettera.&lt;br/&gt;Prima del clamore del film, nel 2004 Katyn il lettore intelligentemente citava l’evvidio come chiave di volta per comprendere la storia polacca ed europea.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Incollo qui il botta e risposta. Chi volesse andare sulla pagina originale, clicchi &lt;a href=&quot;http://archiviostorico.corriere.it/2004/ottobre/10/Quel_professore_napoletano_che_indago_co_9_041010109.shtml&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;LETTERE AL CORRIERE RISPONDE PAOLO MIELI&lt;br/&gt;Quel professore napoletano che indagò sulle fosse di Katyn&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ho notato che nei suoi due interventi sul mancato soccorso sovietico alla insurrezione di Varsavia dell' estate del 1944 e sulla triste fine fatta fare da Stalin ai capi democratici di quella rivolta contro i nazisti, lei non ha citato un misfatto dell' Urss altrettanto grave quale fu quello dell' uccisione di migliaia di soldati che furono poi interrati nelle cosiddette fosse di Katyn. Il ricordo di quella strage è indispensabile per inquadrare l' atteggiamento russo nei confronti della Polonia. Polonia, per difendere la quale dall' aggressione nazista il mondo intero entrò in una guerra che si concluse con la consegna di quel Paese a un giogo dittatoriale altrettanto spietato di quello a cui lo avevamo sottratto. &lt;br/&gt;Mauro Conti Roma&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Caro signor Conti, effettivamente la vicenda delle fosse di Katyn è indispensabile per chiarire quale fu la vessazione sovietica della Polonia nel corso della seconda guerra mondiale. E' una vicenda che peraltro non si è ancora definitivamente chiusa. Qualche tempo fa il presidente polacco Alexander Kwaniedwski (ex comunista) ha chiesto al presidente russo Vladimir Putin (ex comunista anche lui), che era in visita a Varsavia, le scuse per le fosse della foresta di Katyn, nei pressi di Smolensk, dove nel maggio del 1940 furono sterminate alcune migliaia di ufficiali polacchi (tra i responsabili del delitto ci fu Nikita Krusciov). Da Mosca il capo del partito comunista russo Zyuganov disse, in occasione di quella richiesta, che la Polonia «deve a Stalin se oggi è uno Stato indipendente» e Putin non volle chiedere perdono. Quello di Katyn è un eccidio che per ben cinquant' anni - nonostante le prove fornite dagli inglesi - l' intera storiografia comunista e filocomunista ha attribuito ai nazisti. I comunisti sostenevano che la strage non era avvenuta nel ' 40 quando loro che l' avevano invasa il 17 settembre del ' 39 occupavano quella parte della Polonia, bensì in seguito allorché la regione era finita sotto il tallone di Hitler. Churchill e Roosevelt avevano deciso di ignorare ogni evidenza pur di mantenere salda l' alleanza con l' Urss di Stalin che avrebbe loro (meglio: a noi tutti) consentito di vincere la guerra. Giusto così. Dopodiché nel dopoguerra i sovietici continuarono a negare e per confondere le acque enfatizzarono la vicenda di un villaggio bielorusso, Kathyn (con l' acca), in cui i tedeschi avevano compiuto un massacro e che divenne meta di gite scolastiche per studenti e pionieri mandati lì a commemorare la «strage di Kathyn». Fino a quando, nel 1990, Michail Gorbaciov ne ammise la paternità staliniana consegnando ai polacchi il conto ufficiale di quei morti uccisi con un colpo alla nuca da parte degli uomini dell' Nkvd: 15.131. In realtà le cose erano sufficientemente chiare fin dagli Anni Quaranta. Nel 1943 il generale Wladislaw Sikorski, l' ufficiale polacco più alto in grado militarmente impegnato con gli alleati, dopo la denuncia da parte nazista del ritrovamento di quei quindicimila cadaveri, decise di chiederne conto a Stalin. Risultato: Stalin ribadì che quei polacchi erano stati uccisi da uomini di Hitler, ruppe con il governo polacco in esilio a Londra e dopo un po' , nel luglio del ' 43, l' aereo su cui viaggiava Sikorski ebbe un misterioso incidente in cui il generale perse la vita. Gli alleati lasciarono perdere e se ne riparlò nel dopoguerra. Nel 1949 il Congresso degli Stati Uniti istituì una commissione speciale di indagine che, al termine dei suoi lavori, diede alle stampe una documentazione di 2.400 pagine che attestava l' esistenza di «prove definitive e inequivocabili» della responsabilità dell' Nkvd per la strage di quegli sfortunati appartenenti all' esercito polacco. Ma i sovietici si impegnarono a screditare chiunque avesse collaborato con quella commissione. Victor Zaslavsky ne «Il massacro di Katyn» racconta dell' intimidazione e della denigrazione comunista nei confronti del professore napoletano Vincenzo Mario Palmieri che si era occupato del caso. E che, per essersi avvicinato alla verità e averne parlato pubblicamente, fu definito dal Pci «collaborazionista», «fascista», «nazista», «servo della propaganda di Goebbels», «menzognero e falsificatore della verità storica». Una storia molto triste.&lt;br/&gt;Mieli Paolo&lt;br/&gt;Pagina 39 (10 ottobre 2004) - Corriere della Sera</description>
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      <title>Odifreddi? Un bluff</title>
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      <pubDate>Wed, 22 Apr 2009 16:55:33 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://web.me.com/polverelliemanuele/il_mio_%28non%29_blog/Blog/Voci/2009/4/22_Odifreddi_Un_bluff_files/odifreddi.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://web.me.com/polverelliemanuele/il_mio_%28non%29_blog/Blog/Media/odifreddi_1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:176px; height:156px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Ho scritto di getto un pezzo, in seguito ad una conferenza del sig. Odifreddi, invitato, ahimè, dalla mia scuola per parlare di scienza e fede. &lt;br/&gt;Nella sua relazione una marea di imprecisioni, pochi contenuti e soprattutto grande astio rancoroso nei confronti della fede di altre persone che, come minimo, andrebbero rispettate.&lt;br/&gt;Una vergogna per la scuola pubblica, dove ognuno deve essere libero di dire ciò che pensa, ma non di insultare gratuitamente le idee altrui, le idee di una buona percentuale di coloro che quella scuola la frequentano.&lt;br/&gt;Il problema è che c’è chi gode di questo e lo scambia per cultura.&lt;br/&gt;Ecco il mio pezzo per La Voce: &lt;a href=&quot;Voci/2009/4/22_Odifreddi_Un_bluff_files/odifreddi.pdf&quot;&gt;odifreddi.pdf&lt;/a&gt;</description>
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      <title>O la resurrezione o il nulla</title>
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      <pubDate>Sun, 19 Apr 2009 14:11:40 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://web.me.com/polverelliemanuele/il_mio_%28non%29_blog/Blog/Voci/2009/4/19_O_la_resurrezione_o_il_nulla_files/499_g.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://web.me.com/polverelliemanuele/il_mio_%28non%29_blog/Blog/Media/499_g_1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:176px; height:264px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Continua il dialogo a distanza con Nicholas Farrell che pone domande serie a chi ha (o dice di avere) la fede.&lt;br/&gt;La risposta, è sempre più chiaro, non è in un discorso o in una buona teoria, ma in un’esperienza.&lt;br/&gt;La Voce di oggi propone questo mio pezzo: &lt;a href=&quot;Voci/2009/4/19_O_la_resurrezione_o_il_nulla_files/resurrezione-1.pdf&quot;&gt;resurrezione.pdf&lt;/a&gt;</description>
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