Eventicreativi
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Milano, Natale in Bianco e Nero
Da quando il verbo di Claudio, pescheria dei milanesi, è entrato a far parte del nostro rituale milanese, l'effetto estasiante delle sue crudità di pesce si è diffuso tra amici ed amici, assumendo un'aria quasi mitologica.
Di certo meritevole di diventare uno spot turistico per le visite straniere, è per noi punto fisso e motivo di adeguare i pasti prima e dopo onde evitare di affrontare uno dei suoi piatti senza l'adeguato abbondante appetito.
Ci siamo così imbarcati in questo weekend prossimo a Sant'Ambrogio per una visita alla mia città: di non solo frutti di mare si vive e Milano ha da offrire un'inesauribile sensazione di vita, energia metropolitana contaminata da arte, diversità, coesistenza di molteplici spiriti e forme. Tralasciando la poesia spicciola, credo sia il richiamo dei miei anni d'infanzia a farmi sentire a casa anche in Piazza Duomo o nei passi che conducono al Castello; eppure mentre i miei compagni di viaggio si muovevano fra vie della moda e vecchi negozi di barbieria, non potevo fare a meno di percepire un'affine veduta, quasi la città stessa, così multiforme, possa parlare all'intimo spirito di ciascuno per quanto questo possa visitarla per la prima ed unica volta.
Il clima sereno, perfetto per una passeggiata e la temperatura, fredda eppure addomesticabile, hanno reso il nostro viaggio piacevole e tranquillo: gli addobbi natalizi ancora non completi davano già forma al clamore che si respira abitualmente in questo mese, mescolandosi con le luci rosa della Gazzetta dello Sport.
Saturday, December 4, 2010
E dopo la tappa dovuta a Claudio e ad una piccola traversata del centro con i suoi negozi sovraffollati e le gallerie gremite, il regalo finale è stato un piatto enorme da Oscar, altro monumento alla vecchia Milano: menù scritti con pennarelli alle pareti, vini dal giardino di Predappio e pasti così enormi e succulenti dal sentirsi rammaricati di possedere solo uno stomaco.
E sebbene un buon Fernet sia solito bastare per concludere degnamente un pasto così luculliano, riprendere il cammino per un ultimo saluto al Castello ed alla Madonnina mai è sembrato più giusto.
Per l'occasione ho voluto ritrarre la mia città con un occhio Bianco e Nero, dopo tanto tempo dalle mie ultime diapo. Un motivo in più per lavorare con il Canon 50mm f1/4, troppo spesso relegato al lavoro di moda in studio. Apprezzo il suo bokeh preciso e la rapidità della messa a fuoco anche in orari tardivi. Non sarà blasonato come il fratello f1/2 ma posso dire che lavora egregiamente. Di alcune foto non ho resistito a produrre qualche versione in colore, troppo intrigante l'abbinamento occasionale.